Auguri di fine anno a chi mi ha giudicata, criticata e parlato alle spalle

Auguri di fine anno
(a chi mi ha criticata, giudicata, raccontata male)

Alla fine dell’anno arrivano sempre gli auguri.
Quelli pieni di cuoricini, quelli copia-incolla, quelli “ti auguro tutto il bene del mondo” scritti senza sapere bene cosa significhi.
E poi ci sono questi.
I miei.

Auguri a chi mi ha criticata senza chiedermi niente.
A chi ha deciso che ero “così” basandosi su una frase sentita male, su un silenzio interpretato peggio, su una versione di me raccontata da qualcun altro.

Auguri a chi ha parlato alle mie spalle,
perché evidentemente di fronte non ci stava.
Serve una certa agilità emotiva per dire cose sugli altri senza reggere uno sguardo diretto.

Auguri a chi pensa che io non sia una “brava amica”.
A chi misura l’amicizia in messaggi, presenze obbligatorie, risposte immediate, disponibilità h24.
Mi spiace deludervi: non sono un servizio clienti.
Sono una persona. Con tempi, limiti, stanchezze. E una vita.

Auguri a chi mi ha definita menefreghista.
A chi confonde il non giustificarsi con il non provare sentimenti.
A chi scambia il mio silenzio per indifferenza, quando spesso è solo un modo educato per non dire cose che ferirebbero.

Auguri a chi ha deciso che “sono cambiata”.
Avete ragione.
Sono cambiata quando ho smesso di spiegarmi a tutti.
Quando ho smesso di farmi piccola per non disturbare.
Quando ho capito che essere sempre comprensiva, alla lunga, significa essere invisibile.

Auguri anche a chi mi ha diffamata.
A chi ha preso pezzi di me e li ha montati male, creando una storia più comoda della verità.
La verità, si sa, richiede tempo, ascolto e un minimo di onestà. Non tutti ne hanno voglia.
Eppure vi auguro un buon anno.
Davvero.

Vi auguro di trovare qualcuno che vi ascolti prima di giudicarvi.
Di imparare che le persone non sono come ve le raccontano.
Che il silenzio non è sempre colpa.
Che la distanza non è disamore.
Che il rispetto non è una concessione, ma una base.

Io, nel frattempo, continuo così:
meno spiegazioni, più confini.
meno rumore, più verità.
meno “brava”, più me stessa.

Buon anno a chi mi ha capita.
E anche a chi no.
Soprattutto a chi no: ne avete più bisogno.

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