Cos’è diventato TikTok? Tra shopping, GRWM e caos emotivo

Cos’è diventato TikTok ultimamente? (Domanda retorica, lo so.)

Apro TikTok la mattina come chi apre la porta di casa dopo una tempesta: con cautela, un occhio solo e la speranza di trovare ancora un minimo di dignità digitale.
Spoiler: no.

Oggi TikTok è ufficialmente diventato tre cose:


1. Un centro commerciale virtuale

(dove la gente vende più dei negozi veri)

Entro nell’app e in dieci secondi mi ritrovo catapultata in una specie di outlet cosmico.

Tutti vendono qualcosa:
la spazzola miracolosa, la piastra “che devi prendere ORA”, la crema “che cancella le rughe mentre ti fai il caffè”, le scarpe “finite-ma-non-finite”.

È come essere a Serravalle, ma con più luci, più urla e senza lo stress del parcheggio.
E tu stai lì, ferma, che pensi:
“Non comprerò niente.”
Poi arrivi al carrello e c’è dentro mezza Corea del Sud.


2. Un centro estetico virtuale

(dove ti truccano… mentre ti raccontano la vita intera)

Il famoso “Get Ready With Me”:
non è più “preparati con me”,
è “entra nel mio salotto emotivo mentre sfumo il contour a forma di psicodramma”.

C’è chi si trucca raccontando il divorzio, chi si fa le unghie parlando del vicino strano, chi mette il blush mentre analizza il perché della sua ultima relazione tossica.

A volte non so se sto guardando un tutorial o una seduta di terapia in diretta.
E non so quale dei due abbia più bisogno dell’altro.


3. Un camerino virtuale

(dove tutti si vestono come se dovessero incontrare Brad Pitt… per andare al supermercato)

Outfit check per uscire a comprare il pane.
Outfit check per portare il cane fuori.
Outfit check per… stare in casa, perché ormai serve il look anche per vivere.

E tu, che apri l’app mentre sei in tuta sformata, con l’elastico dei capelli recuperato da chissà dove, ti senti sotto processo.
“Dovrei truccarmi di più.”
“Dovrei vestirmi meglio.”
No, fidati: dovremmo solo chiudere l’app e respirare.


E alla luce di tutto questo…

davvero servivano i TikTok Awards?

Cioè, mi spiegate chi li ha pensati? E soprattutto: cosa state premiando?

Miglior vendita urlata stile televendita sotto caffeina?

Miglior trucco esistenziale fatto mentre si parla della propria vita sentimentale?

Miglior outfit per buttare la spazzatura?

Miglior “PRENDILO ORA RAGAZZA CHE FINISCEEEE”?

Miglior racconto traumatico mentre si applica il mascara waterproof? (categoria forte)


Io immagino la giuria.
Seduta.
A guardare ore di gente che applica l’illuminante raccontando la cugina, il gatto, l’ex e Saturno.

Un pensiero va a loro.
Un pensiero va anche a noi, che continuiamo a guardarli.


La verità?

TikTok è diventato un centro commerciale emotivo.

Si vende di tutto: prodotti, outfit, vite, sfoghi, traumi, consigli non richiesti, speranze, sogni, drammi, persino i momenti di stanchezza impacchettati bene sotto un filtro luminoso.

Ed è per questo che i TikTok Awards, in fondo, hanno senso:
premiano un mondo dove tutti sono sempre in vetrina, sempre pronti, sempre performativi.

Io?
Io continuo a guardare, mi faccio due risate, e poi spengo.
Perché certe cose, viste così, fanno ridere… ma viste troppo a lungo fanno venire voglia di un mese di detox nella natura senza Wi-Fi.

Anche se, diciamolo, un premio per “Miglior scroll traumatizzato ma elegante” lo vinciamo tutti.

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