
Marilyn Monroe torna sul grande schermo: il Torino Film Festival 2026 sarà dedicato alla diva eterna
C’è chi a 100 anni spegne candeline.
E poi c’è Marilyn Monroe, che a 100 anni illumina un intero festival.
Il Torino Film Festival 2026 ha deciso di puntare altissimo: dedicare la sua 44ª edizione all’icona delle icone, la donna che è riuscita a essere bellezza, fragilità, ironia e tragedia nello stesso fotogramma. Una che non “faceva la star”: era la star. Anche quando nessuno la proteggeva davvero.
A dirigere questa edizione è ancora Giulio Base, alla sua terza volta: dopo aver celebrato Brando (2024) e Newman (2025), era il momento di una donna. E non una a caso. Una che, per cent’anni, ci ha insegnato, suo malgrado, cosa significa essere usate, idealizzate, giudicate, desiderate eppure mai davvero capite.
“Un’icona luminosa destinata all’eternità”
L’immagine guida scelta per il festival arriva dall’ultimo servizio fotografico di Marilyn, quello realizzato da George Barris a Santa Monica nel 1962. Foto meravigliose e strazianti, che sembrano dire: “Guardatemi bene. Questo è il mio ultimo sorriso, ma resterà per sempre”.
Il Museo Nazionale del Cinema non solo custodisce tre di quelle stampe comprate all’asta nel ’97, ma le espone già alla Mole Antonelliana in un angolo dedicato a lei, con oggetti personali e gioielli.
Insomma: prepariamoci a una retrospettiva che farà venire voglia di riguardare tutto, dai classici brillanti ai ruoli più drammatici, quelli in cui Marilyn era molto più di un’icona sexy. Era un’anima viva.
Perché Marilyn oggi? Perché Marilyn sempre
Marilyn non è solo cinema. È un tema sociale.
È la storia delle donne che sorridono anche quando cadono a pezzi.
È l’immagine perfetta che nasconde mille imperfezioni.
È la diva che voleva solo essere ascoltata.
Ed è bellissimo che nel 2026, mentre ci chiediamo ancora cosa significhi davvero essere una donna libera, potente, fragile e con un’identità nostra, un intero festival scelga di dedicarle spazio, memoria e luce.
Il festival
Il Torino Film Festival è organizzato dal Museo Nazionale del Cinema e sostenuto da Ministero della Cultura, Regione Piemonte, Città di Torino e le principali fondazioni del territorio. Un lavoro corale per portare sul grande schermo storie, visioni e, quest’anno più che mai, un mito che non smette di parlare.
Se Marilyn fosse viva oggi, probabilmente avrebbe un profilo Instagram pieno di foto mosse, gatti, risate e didascalie malinconiche.
E noi saremmo lì a cliccare “salva post” come se non ci fosse un domani.
Per ora, però, ce la gustiamo al cinema.
Lì dove, in fondo, è sempre appartenuta.
