
No, neanche quest’anno ho fatto l’albero di Natale.
E se me l’avessero detto qualche anno fa avrei riso, perché io (proprio io!) fino al 2017 trasformavo casa in un villaggio di Babbo Natale degno di un film americano.
A dicembre avevo lucine ovunque, a Halloween il soggiorno diventava il regno ufficiale di scheletri e fantasmi, a Pasqua sembrava di vivere dentro una fiaba piena di coniglietti e pulcini.
Insomma: ogni festività aveva il suo albero a tema… e non solo.
E, inutile dirlo, le decorazioni non erano mai banali: tutto ciò che adesso è di moda, io l’avevo già fatto molto prima. Visionaria? Forse. Maniaca delle decorazioni? Sicuro.
Poi… cosa è cambiato?
La verità è molto semplice: ora non mi va.
E io sono sempre stata una di quelle persone che se “si deve fare”, magari alla fine lo fa pure… ma contro voglia.
E ultimamente ho deciso che no, non voglio più ignorare quello che sento davvero.
Sì, lo so da cosa dipende: non sono nel posto che sento mio.
E quando non ti senti a casa, non ti senti centrata, non ti senti dentro al tuo spazio… beh, anche la voglia di decorare perde colore, magia, scintille.
Ma non è un addio.
È una parentesi, un momento sospeso.
Perché so perfettamente che quando finalmente sarò nel luogo che riconoscerò come “casa” (quella vera, quella che ti assomiglia e ti accoglie) allora sì, tornerà spontaneo, naturale, inevitabile…
il mio essere “decoratrice seriale delle feste” 😜
E allora sì, quando tornerò, tornerò con glitter, renne, zucche, coniglietti e chi più ne ha più ne metta.
Per ora, invece, mi godo questo Natale minimalista.
Che poi, a volte, anche il vuoto serve: è lo spazio in cui far entrare il nuovo. 🎄✨
