
DICEMBRE AL CINEMA MASSIMO: IL MESE IN CUI LA PELLICOLA TI PORTA DOVE NEMMENO GOOGLE MAPS ARRIVA
Dicembre è quel momento dell’anno in cui tutti cercano la magia: chi la trova in un panettone da 12 euro al chilo, chi nelle lucine a intermittenza, e chi sceglie il buio della sala del Cinema Massimo.
Qui il Natale non profuma di cannella, ma di cinema vero, quello che ti fa uscire pensando: “Ok, ma ora come torno alla vita reale?”.
Millenovecento75: quando i 50 anni li portano meglio di noi
In collaborazione con l’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, il Massimo tira fuori dal baule due signori film che compiono cinquant’anni e non li dimostrano nemmeno dopo una corsa sotto la pioggia.
Parliamo di Professione: reporter di Antonioni, che è un po’ come quando cerchi di reinventarti a dicembre ma ti ritrovi identica a novembre.
E poi c’è Salò o le 120 giornate di Sodoma: il film che ti ricorda che il cinepanettone, tutto sommato, non è il male assoluto.
Sono opere che hanno fatto la storia del nostro cinema e che, puntualmente, continuano a farci le domande giuste nei momenti sbagliati (tipo durante le feste).
Briganti e… oltre: dalle colline italiane ai confini del mito
La rassegna Briganti e… oltre arriva alla sua seconda parte e decide di farci viaggiare più di una Ryanair sotto Natale.
Si parte dal Brasile visionario di Glauber Rocha con Il dio nero e il diavolo biondo (roba che se la guardi la sera poi sogni rivoluzioni anche solo per saltare la fila alla cassa) e si arriva alla poesia marziale di Tsui Hark con Once Upon a Time in China.
Qui il bandito non è solo quello che ti ruba il parcheggio davanti al centro commerciale, ma un simbolo internazionale di libertà, resistenza e “meglio essere scomodi che complici”.
Il cinema disegnato: animazione per menti brillanti e bambini svegli
Il cuore del dicembre al Massimo, però, batte a colori.
E non per un colpo di scena Marvel (che comunque io gradirei sempre), ma per la rassegna Il cinema disegnato: un doppio percorso che mette d’accordo i fanatici dell’animazione d’autore e chi ha bisogno di intrattenere i bambini durante le vacanze senza cedere a un altro pomeriggio di slime in salotto.
✦ Percorso 1: L’animazione d’autore
Qui si entra nel sacro. Parliamo di:
Invelle di Simone Massi — poesia in movimento, pronto a ricordarti che sì, puoi ancora provare emozioni.
Il pianeta selvaggio di René Laloux — perfetto per chi ama mondi impossibili e colori che profumano di anni ’70.
Una barca in giardino di Laguionie — favola, filosofia, lacrimuccia che scende quando meno te l’aspetti.
E, nella rassegna Cinema Liminale, La mia fantastica vita da cane di Anca Damian — perché ogni tanto essere un cane risulta più semplice che essere umani.
✦ Percorso 2: Animazione per tutta la famiglia
Un calendario festivo che dice ai grandi: “Ricordati che sei stato un bambino”.
E ai bambini: “Goditi tutto, che poi a 40 anni ti servirà la terapia per ritrovare questa magia”.
L’evento speciale: Orfeo di Virgilio Villoresi
Tra un pandoro e un documentario animato, arriva anche Orfeo, il primo lungometraggio di Virgilio Villoresi: visioni, mito, musica e quell’arte del dettaglio che sembra fatta apposta per chi ama perdersi nelle immagini. Un regalo di Natale che non sapevamo di volere, ma che ci meritiamo.
Cent’anni di Potëmkin: festeggiamo con violino e percussioni
E non potevano mancare i fuochi d’artificio culturali: i 100 anni de La corazzata Potëmkin.
Proiezione del classico di Ejzenštejn con sonorizzazione dal vivo di Bruno Dorella e Nicola Manzan.
Un’esperienza che ti fa capire due cose:
1. Il cinema muto non è muto per niente.
2. Il tempo passa per tutti… tranne che per i veri capolavori.
Se dicembre ti sembra un mese infinito, o se cerchi un rifugio dal mondo reale il Cinema Massimo quest’anno ti offre un viaggio che unisce memoria, ribellione, poesia e sogno animato.
E credimi: a volte basta una sala buia e una storia ben raccontata per sentirsi di nuovo interi.
