
L’Avvento che non ti aspetti: una notte con i Krampus in Val d’Ega
(ovvero: quando il Natale decide di vestirsi di pelliccia, corna e campanacci per ricordarti che non tutto ciò che luccica è una coccola)
Il Natale, diciamolo, è pieno di stereotipi: lucine calde, biscotti allo zenzero, campanellini che tintinnano manco fossimo in un film Disney (e tu lo sai che io alla Disney ci credo).
Poi arrivi in Val d’Ega, in Alto Adige, e scopri che l’Avvento può anche avere un lato… ruspante. Selvatico.
Corna comprese.
Il 5 dicembre 2025, infatti, Nova Levante non si illumina solo di spirito natalizio: si riempie di Krampus, quelle creature mezzo demone e mezzo folklore alpino che definire “inquietanti” è un complimento gentile.
Krampus: l’altra faccia del Natale (quella che non trovi sui bigliettini glitterati)
Se hai sempre pensato che i cortei natalizi fossero una cosa tenera, tipo renne che fanno ciao con lo zoccolo, ti avverto:
qui il “tintinnio” arriva dai campanacci pesanti, e le figure che accompagnano San Nicolò non distribuiscono dolcetti…
più spesso spaventano i bambini cattivi o, a scelta, scacciano spiriti maligni.
Multitasking, insomma.
E a me piacciono le tradizioni che non chiedono il permesso per esistere.
Durante tutto l’Avvento puoi incrociarli un po’ ovunque, ma la sfilata del 5 dicembre a Nova Levante è LA chicca per intenditori: un evento amato dalla gente del posto e ancora poco battuto dal turismo compulsivo da Instagram.
L’atmosfera: tra farmacia e piazza della chiesa, dove il sacro incontra il “Oddio che paura!”
Dalle 19:00, lungo il percorso tra la farmacia e la piazza della chiesa, i Krampus fanno esattamente ciò che promettono:
seminano scompiglio.
Rumore, corna, pellicce, fruste di betulla.
Un caos controllato che sembra fatto apposta per ricordarci che il Natale non è solo buoni propositi e playlist di Michael Bublé, ma anche un modo per buttare fuori tutto ciò che appesantisce l’inverno.
E francamente, chi non avrebbe bisogno di una bella “scacciata” degli spiriti negativi, oggi?
Dietro una maschera terrificante, c’è un artista che trasforma la paura in mestiere
Una delle cose più affascinanti di questa tradizione è che nulla è improvvisato.
Le maschere (quelle che ti fanno gelare la schiena solo a guardarle) sono vere opere d’arte.
Come quelle di Patrick Obkircher, intagliatore richiestissimo che lavora nel suo atelier ai margini di Nova Levante.
Patrick ha trasformato la paura infantile per i Krampus in una professione, lavorando il legno fino a creare volti feroci ma incredibilmente espressivi.
Una settimana di lavoro per ogni maschera:
motosega, scalpelli, svuotatura, imbottitura, pittura acrilica e…
il tocco finale: corna vere.
Caproni, pecore, insomma: niente Photoshop, tutto reale.
“Devono essere espressive”, dice.
E fidati: lo sono. Fin troppo.
Una tradizione che cresce (e che nel 2026 tornerà in versione maxi)
Un tempo i Krampus bussavano alle porte, casa per casa.
Dal 2014, grazie all’associazione Schuffatuifl Nova Levante, la sfilata è cresciuta, diventando un appuntamento fisso e attesissimo.
Quella del 2025 sarà solo un assaggio:
nel dicembre 2026 arriva la big one, la sfilata biennale che è una specie di “comic-con del folklore demoniaco”.
Ma intanto… godiamoci questa.
Perché andarci?
Perché è un pezzo di inverno autentico.
Perché la magia non è solo zucchero filato e “ho-ho-ho”, ma anche tradizione, identità, un brivido che ti sveglia dal torpore.
E perché vedere i Krampus dal vivo ti ricorda che il Natale non deve per forza essere perfetto per essere memorabile.
📌 Info utili
👉 Val d’Ega Turismo
Tel. 0471 619500
Email: info@valdega.com
Sito: valdega.com
