
Quando i bambini ti ricordano che gli alberi non sono solo “verde”: storia di una mattina al Parco Sigurtà
Il Parco Giardino Sigurtà ha chiuso i cancelli sabato 15 novembre, ma non per questo ha deciso di andare in letargo come noi mortali quando arriva novembre e la voglia di piumone cresce in modo preoccupante.
No: lui continua, instancabile, ad aprirsi a iniziative, visite, scoperte. E il 19 novembre 2025, ha ospitato un incontro che è stato un po’ una lezione di scienze, un po’ una dichiarazione d’amore agli alberi, un po’ un viaggio dentro la meraviglia.
Due classi quarte della scuola primaria di Valeggio sul Mincio sono arrivate al Parco accompagnate dalle insegnanti e dalla Dott.ssa Alice Garbi, che della didattica al Sigurtà è la guardiana ufficiale (e devo dire che la natura, con lei, ha sempre un’ottima PR).
L’obiettivo? Osservare da vicino il foliage autunnale, capire cosa racconta un albero quando cambia colore, e prepararsi idealmente alla Giornata Nazionale degli Alberi del 21 novembre.
Spoiler: gli alberi parlano. Basta ascoltarli.
Gli studenti hanno passeggiato tra 60 ettari di colori che nemmeno una palette di Photoshop in giornata buona: aceri giapponesi fiammeggianti, lagerstroemie che sembravano dipinte a mano, metasequoie e cipressi calvi vestiti d’autunno, tigli dorati…
E naturalmente foglie ovunque: raccolte, osservate, confrontate. Con aghi e ghiande che spuntavano come bonus speciali, perché novembre al Sigurtà funziona un po’ come un videogioco: se esplori bene, vinci sempre qualcosa.
C’è stato il momento “wow” alla Grande Quercia (che quando la abbracci senti proprio che lei ti abbraccerebbe volentieri, se solo potesse) e il passaggio al Castelletto, dove i bambini hanno letto un messaggio che non ha bisogno di filtri né emoji:
“La terra è un solo paese, siamo onde dello stesso mare, foglie dello stesso albero, fiori dello stesso giardino.”
E a proposito di giardini: poteva forse mancare il Polirinto?
Ovviamente no. I 1500 tassi del labirinto verde hanno fatto il loro lavoro: entusiasmo a mille, corse tra i corridoi vegetali, e una torre centrale che, vista da vicino, sembra quasi dire: “Benvenuti, piccoli esploratori”.
La frase che ti fa respirare più forte
Tra foglie, risate e curiosità, è arrivato anche un pensiero che una docente, la coordinatrice Giovanna Zanotto, ha deciso di condividere. Un pensiero nato direttamente dagli studenti:
“Gli alberi sono come le persone: per stare bene devono essere rispettati.”
E qui, inutile negarlo, il Parco ha fatto quello che gli riesce meglio: trasformare una mattina qualunque in un’occasione per ricordarci che la natura non è uno sfondo, ma una relazione.
La visita ha anche anticipato un altro momento importante: l’evento teatrale per i diritti dei bambini, il 20 novembre al Teatro Smeraldo. Le classi quarte hanno curato la scenografia, unendo il tema dell’infanzia (troppo spesso ferita, in tante parti del mondo) a quello dell’ambiente. Perché, parole della docente Zanotto, questi due aspetti non sono separati, e i bambini lo hanno capito benissimo.
Quando torni dove hai imparato a guardare il mondo
Molti degli alunni, racconta ancora Zanotto, tornano spesso al Parco: con le famiglie, o per rivedere i tulipani che loro stessi hanno piantato quando sono diventati Ambasciatori di Tulipanomania.
Perché a volte la meraviglia resta appiccicata addosso, e vuoi tornare a vedere come cresce.
Il Parco che educa, anche quando è chiuso
Il Parco Giardino Sigurtà conferma così una cosa semplice ma importante: educare alla natura non è un evento, è un percorso.
Da oltre vent’anni propone attività per le scuole, calibrate in base all’età, per insegnare a riconoscere il valore del paesaggio e la bellezza della biodiversità.
E riaprirà i suoi cancelli il 7 marzo 2026, pronto a ricominciare, con la pazienza degli alberi e lo stupore dei bambini.
Perché alla fine, sono proprio loro, i piccoli, a ricordarci la cosa più grande: il mondo si può salvare solo se impariamo a rispettarlo. Come si fa con le persone, appunto.
E come loro stessi hanno detto, senza bisogno di slide o conferenze.
