Antonio Banderas al Torino Film Festival 2025: la Stella della Mole a un mito del cinema

Torino si prepara a diventare più calda del deserto di Desperado: dal 21 al 29 novembre, il 43° Torino Film Festival accoglierà Antonio Banderas, l’uomo che è riuscito nell’impresa di essere contemporaneamente un’icona del cinema d’autore e il sogno proibito di almeno tre generazioni.

L’attore spagnolo, candidato agli Oscar e ormai leggenda vivente, riceverà la Stella della Mole durante la serata inaugurale al Teatro Regio. Un riconoscimento più che meritato per una carriera che ha saputo fondere passione latina, intensità drammatica e charme da poster anni ’90.

Dopo gli esordi con Pedro Almodóvar – e una sequenza di film che oggi chiameremmo “formazione sentimentale di un’intera epoca” – Banderas ha attraversato Hollywood con la stessa naturalezza con cui noi attraversiamo il reparto dolci del supermercato: senza resistere a nulla.
Da Philadelphia a Intervista col vampiro, da Evita a La maschera di Zorro, fino alle produzioni più recenti come Official Competition e Babygirl, Antonio è sempre stato quella combinazione perfetta di intensità e ironia che fa dire: “Ok, forse il dramma vale la pena se lo interpreta lui.”

Per celebrare la sua lunga e profonda collaborazione con Almodóvar, il Festival proporrà una proiezione speciale di Dolor y Gloria (2019), il film che gli è valso la Palma d’Oro come Miglior Attore a Cannes e una nomination agli Oscar.
Un’opera che è un po’ la sintesi del suo percorso: il dolore e la gloria, appunto, intrecciati con quella malinconia luminosa che solo il cinema mediterraneo sa raccontare.

Il direttore del TFF, Giulio Base, ha descritto Banderas come “attore totale” e “mito vivente del nostro immaginario”. E come dargli torto?
Perché Antonio non è solo il sex symbol planetario che sapeva farci sognare nei pomeriggi di Zorro e nei musical di Evita: è l’attore che ha saputo crescere insieme al suo pubblico, con la stessa luce negli occhi ma con più consapevolezza, più ironia e più profondità.

E poi diciamolo: il solo pensiero di vederlo al Teatro Regio, tra le luci e il fascino di Torino, basta a far venir voglia di lucidare le scarpe, accendere la passione e tornare a credere un po’ nel cinema – e nei sogni con l’accento andaluso.

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