
Un periodo in cui dormo poco, anzi, diciamo proprio per niente. La testa è un alveare di pensieri: cambiamenti, progetti, decisioni da prendere e quell’attesa che mi fa compagnia con ansia e preoccupazione. Allora scrivo. Scrivo tantissimo, perché scrivere è l’unico modo per provare a sopire i pensieri intrusivi che non smettono di bussare. La penna corre sul foglio, le dita sulla tastiera, e per un po’ il caos dentro si fa sopportabile.
Ma poi c’è il silenzio di questa casa vuota. Vuota davvero, e non solo di persone: di voci, di rumori, di quelle piccole distrazioni quotidiane che fanno sentire meno il peso di sé. E il silenzio, lo ammetto, mi mette tristezza. Così la TV rimane accesa quasi sempre, una presenza che fa da sottofondo e che, in qualche modo, riempie gli spazi vuoti.
L’altra sera, per caso, mi sono imbattuta su Top Crime nella prima stagione di Distretto di Polizia. Ho fatto un salto nel passato, un salto improvviso e dolce-amaro. Mi sono vista, mentalmente, nella mia vecchia vita da sola a Roma: rientravo dal lavoro, stanca, ordinavo una pizza e mi rifugiavo sul divano, con la TV sempre accesa sulla stessa serie. Era un rituale di sopravvivenza, un piccolo gesto che segnava la fine della giornata e allo stesso tempo il bisogno di compagnia, anche se virtuale.
Rivedere quella scena oggi, tra il rumore del traffico assente della mia città attuale e il silenzio di una casa che non ha più i suoi passi, è stato stranamente confortante. Perché certe abitudini, certe serie televisive, diventano piccole ancore nel tempo, punti fermi a cui tornare quando tutto intorno sembra oscillare. È curioso come qualcosa di così banale (un telefilm, una pizza, un divano) possa avere il potere di riportarti a te stessa, di ricordarti chi eri e quanto, a volte, basti davvero poco per sentirsi un po’ meno soli.
E allora continuo a scrivere, a far rumore con le parole, a tenere accesa la TV. E intanto mi ricordo che anche nel silenzio più opprimente c’è un filo di memoria, di conforto, di ciò che ci ha fatto sopravvivere fino a qui.

Splendido post.
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Ti ringrazio
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