✨ Ma è tutto stupendo, stuppe’: il ricordo di mio padre a Disneyland Paris ✨

💫 “Ma è tutto stupendo, stuppe’.” — Il giorno in cui ho visto mio padre tornare bambino 💫

Oggi mi è capitato un video.
Un uomo anziano, con gli occhi lucidi e un sorriso che buca lo schermo, che finalmente riesce a realizzare il sogno di andare a Disneyland.
E in un attimo, senza preavviso, mi si è stretto qualcosa dentro.

Ho pensato a mio papà.
A lui che non c’è più dal 2018, ma che a Disneyland Paris ci è stato. Più volte. Perché ce l’ho portato io, quasi come un dono di ritorno: lui mi aveva regalato i sogni, io volevo restituirglieli.

Perché se oggi sono una Disney addict è tutta colpa sua.
È stato lui, da giovane, a crescere con “Topolino” … di nascosto.
Mi raccontava che mio nonno non approvava: “Ma sei un uomo adulto!”, gli diceva.
E lui rideva, come un ragazzino colto con le mani nella marmellata.
Altri tempi, certo. Ma i sogni, quelli, non cambiano mai.

Da bambina, a Pescara, c’era un cinema che per me profumava di felicità: il San Marco. Era il nostro posto. Ogni volta che usciva un nuovo film Disney, papà mi portava.
Io mi sedevo accanto a lui e guardavo più il suo profilo che lo schermo.
Perché volevo imprimermi in testa quell’espressione lì, quella di chi, pur avendo vissuto la vita con fatica, davanti a un cartone animato tornava a credere nella magia.

E quando finalmente lo portai a Disneyland Paris, fu come chiudere un cerchio.
Ricordo ancora la sua faccia entrando al Sequoia Lodge, il passo incerto ma curioso, gli occhi che cercavano tutto, come se non bastassero.
E poi quel momento in cui abbracciò Topolino e Paperon de’ Paperoni, i suoi eroi assoluti.
Sembrava un bambino. Il mio papà, che nella vita era sempre stato così serio, così composto, si era sciolto in un sorriso da cinque anni.

Ma il momento che non dimenticherò mai è arrivato la sera.
Davanti al Castello della Bella Addormentata, con i fuochi che esplodevano nel cielo, e la musica che sembrava suonare solo per lui, Lucrezia e me.
Lui guardava in alto, con gli occhi lucidi.
E mi ha detto piano, con quella voce che mi manca ogni giorno:
“Ma è tutto stupendo, stuppe’.”

“Stuppe’”.
Un nomignolo senza significato, ma pieno di noi.
Era il suo modo di dirmi che mi voleva bene, senza bisogno di parole.
Oggi quella parola è una carezza che porto dentro.

E ogni volta che vedo un video come quello, o che sento le note di When You Wish Upon a Star, lo sento ancora accanto a me.
Lo immagino lì, con le mani dietro la achiena e il suo sorriso timido, mentre mi dice:
“Guarda, stuppe’, lo vedi? È tutto stupendo davvero.”

Perché la magia Disney è questa:
ti restituisce per un attimo chi hai amato,
ti fa credere che esista ancora un luogo dove i ricordi non invecchiano mai,
e ti insegna che i sogni, quelli veri, non finiscono, cambiano solo forma.


A volte basta un video.
Perché un amore grande non si spegne: resta appeso a un fuoco d’artificio nel cielo.

Lascia un commento