
Cazzareggiando sui social… bam! mi imbatto in un classico post ad effetto, acchiappa click e soprattutto commenti (furbini siete eh 🤦). Ora siccome io amo capire, vado a documentarmi e scopro che…
Si dice che i bambini vivano già con una dimestichezza innata verso smartphone, tablet e intelligenza artificiale. Ma accanto a queste affermazioni, circolano spesso liste di attività “indispensabili” per la crescita dei bambini.
Negli ultimi mesi ha fatto il giro dei social una raccolta di 20 esperienze che ogni bambino dovrebbe fare entro i 10 anni, attribuita all’“esperto di infanzia” Evan Evans.
👉 E qui arriva il punto: non esistono prove solide che questa lista provenga davvero da Evans, né studi scientifici che confermino la necessità di queste esatte attività. Si tratta più di un elenco suggestivo, dal valore motivazionale, che di una prescrizione scientifica.
🌱 Le 20 esperienze “irrinunciabili” secondo la lista
1. Rotolarsi giù per una collina.
2. Fare campeggio nella natura.
3. Arrampicarsi su un albero.
4. Cercare in un bosco le tracce degli animali.
5. Fingersi re o regina in un castello.
6. Visitare una città che è stata set di un film.
7. Nuotare in acque libere.
8. Tuffarsi in una piscina.
9. Giocare a calcio e segnare un goal.
10. Andare a teatro.
11. Organizzare uno spettacolo per la famiglia.
12. Fare un’escursione.
13. Salire su un cavallo.
14. Correre un percorso a ostacoli.
15. Sperimentare attività che sviluppino l’equilibrio.
16. Raccogliere frutta da un albero.
17. Raccogliere e distinguere foglie cadute.
18. Provare le montagne russe.
19. Giocare al parco con gli amici.
20. Visitare una città storica.
🤔 Perché piacciono queste idee
È innegabile che l’elenco tocchi corde importanti per i genitori:
Contatto con la natura (boschi, colline, frutta dagli alberi).
Attività fisiche che stimolano equilibrio, coordinazione, movimento.
Esperienze culturali come il teatro o le città storiche.
Avventure sociali e creative (spettacoli in famiglia, giochi di ruolo, parco con gli amici).
In questo senso, l’elenco funziona: ricorda agli adulti che crescere significa vivere anche esperienze reali, concrete e multisensoriali, non solo digitali.
⚠️ Le critiche necessarie
1. Mancanza di fonti – Non esiste evidenza che l’esperto Evan Evans abbia davvero formulato questa lista.
2. Assenza di base scientifica – Non ci sono studi che indichino queste esatte 20 esperienze come imprescindibili. Sono suggestioni, non prescrizioni.
3. Visione parziale e occidentale – Alcune attività (montagne russe, città dei film, cavallo) presuppongono disponibilità economiche, geografiche e culturali non universali.
4. Rischio di colpevolizzare i genitori – Presentare l’elenco come “necessario” può far sentire manchevoli chi non può offrire tutte queste opportunità.
5. Romanticizzazione dell’infanzia – Si rischia di creare un’immagine idealizzata che non tiene conto delle diverse realtà familiari e sociali.
🌍 Un approccio più realistico
Più che fissarsi su una lista chiusa, può essere utile pensare a categorie di esperienze:
Gioco libero all’aperto (correre, arrampicarsi, rotolare).
Scoperte culturali (teatro, musei, città storiche).
Avventure sociali (giocare con coetanei, inventare spettacoli, condividere emozioni).
Contatto con la natura (animali, piante, stagioni).
Piccole sfide che insegnano autonomia e resilienza.
In questo modo ogni famiglia può adattare le proposte alle proprie possibilità, senza inseguire un “manuale dell’infanzia perfetta” che probabilmente non esiste.
👉 In sintesi: la lista delle 20 esperienze può essere uno spunto simpatico e motivante, ma va presa per quello che è: una suggestione culturale, non una verità scientifica. L’infanzia resta un viaggio unico, fatto di scoperte grandi e piccole, che nessun elenco universale potrà mai racchiudere davvero.
