
Paluzza non è solo un nome che suona bene per una canzone indie, ma un borgo della Carnia che ha deciso di trasformare i suoi boschi in un museo a cielo aperto. Qui, alla Torre Moscarda, un gruppo di artisti ha preso tronchi, rami e radici e li ha fatti diventare creature fantastiche, ali giganti e perfino una “dama” che sembra custodire il luogo da secoli.
Non parliamo della solita scultura piazzata in mezzo a un prato “perché ci stava bene”. No. Qui ogni opera sembra spuntare dal terreno come se ci fosse sempre stata, con quell’aria sospetta da “io appartengo al bosco, tu turista invece un po’ meno”.
Le opere più curiose (quelle che ti faranno dire: ma dai!)
🦖 Il dinosauro: perché niente dice “Alpi Friulane” come un T-Rex in legno che sbuca tra i pini.
👼 Ali: leggere e poetiche, da Instagrammare subito (magari fingendo che ti stiano spuntando dalle spalle).
👻 Sbilf: evocazione delle creature leggendarie della Carnia, per chi ama le atmosfere un po’ stregate.
👩🦳 La dama della Torre: elegante, misteriosa, praticamente la Regina dei Boschi.
E poi ci sono intrecci di salice, strutture geometriche che sembrano arrivare da un futuro distopico, e opere che hanno la stessa energia di quando cerchi di fare ordine in casa e invece crei caos artistico.
Perché andarci (anche se non sei un fan dell’arte contemporanea)
Perché qui non si tratta di “capire” l’arte. Si tratta di camminare tra gli alberi, respirare aria buona e lasciarsi sorprendere da qualcosa che non ti aspetti. È il genere di posto dove puoi portare:
i bambini, che vedranno il bosco come un’avventura;
gli amici che di solito odiano camminare, ma con la scusa delle foto artistiche si convinceranno;
te stessa, quando hai bisogno di silenzio ma anche di un pizzico di magia.
Info pratiche senza sbadigli
📍 Dove: Paluzza (UD), zona Torre Moscarda
🚶 Percorso: facile, adatto anche a chi non è un atleta
🎨 Numero opere: 8 nuove del 2025 + alcune già presenti dal 2023
💡 Tip: scarpe comode, batteria del telefono carica e occhi pronti a cercare dettagli nascosti.
✨ In sintesi: il bosco incantato di Paluzza è una di quelle mete che ti fanno pensare che, dopotutto, il Friuli abbia sempre avuto un’anima un po’ magica. E che la natura, se la guardi bene, è già arte.
