
Immaginate questa scena: arrivo davanti a Le Coin des Barons, il primo negozio Pokémon permanente della città, con la mia baguette sotto il braccio (perché Parigi senza pane è come un Pikachu senza fulmine, giusto?). Non ci sono mai stata davvero, quindi tutto è frutto della mia immaginazione iperattiva, quella che trasforma una semplice vetrina in un portale verso Kanto.
Appena varcata la soglia, mi ritrovo immersa in un mondo che sembra un incrocio tra una galleria d’arte art déco e una partita di carte collezionabili che ha preso vita. Vetrate con Pikachu che fa gli occhi dolci, scaffali che sembrano stazioni di chioschi lungo la Senna e, in lontananza, un gruppo di allenatori che stanno preparando tornei epici. Sì, lo so, tutto nella mia testa, ma la fantasia non paga la metropolitana, quindi lasciatemi sognare.
E poi ci sono loro: peluche, carte da gioco, gadget di ogni tipo. Tutto così invitante che mi sento come se dovessi scegliere il mio primo Pokémon… ma qui il dilemma è: quanto posso spendere senza vendere un rene?
Il bello? Il negozio non è solo shopping. Immagino tornei improvvisati tra sconosciuti che diventano amici, corsi di gioco dove si impara a diventare il miglior allenatore, concorsi di disegno per immortalare il proprio Pokémon preferito. Tutto questo mentre io mi aggiro come turista sprovveduta che finge di sapere chi sia Charizard, ma in realtà sta solo cercando il bagno più vicino.
La prossima volta, quando riuscirò a mettere piede a Parigi davvero, so già che la mia missione sarà chiara: entrare, respirare l’odore di carta da collezione e adrenalina da torneo, e magari uscire con un sacco di Pokémon nuovi… o almeno con una scusa per tornare a casa con un souvenir gigante.
