Analfabetismo funzionale in Italia: il 37% degli adulti non comprende testi complessi secondo l’OCSE

Qualche sera fa, scorrendo i commenti sotto un post virale su Facebook, mi sono imbattuta in una discussione surreale.

Il post parlava di una notizia di economia, spiegata in modo tutto sommato semplice. Eppure, sotto, centinaia di commenti dimostravano che molti avevano letto solo il titolo. Altri avevano capito l’opposto di ciò che era scritto. Alcuni discutevano su dettagli che nel testo non c’erano nemmeno.

Non è cattiveria, né superficialità. È che per tanti leggere un testo un po’ più articolato non significa comprenderlo.

E qui arriva il dato che fa male: secondo l’OCSE, il 37% degli italiani tra i 25 e i 64 anni è analfabeta funzionale.

🔍 Che significa davvero?

Non vuol dire non saper leggere o scrivere.

Vuol dire non riuscire a decodificare, interpretare, collegare le informazioni.

Vuol dire che di fronte a un articolo online, un documento o una comunicazione istituzionale, milioni di persone si fermano al titolo, fraintendono i numeri, si perdono i passaggi fondamentali.

E non riguarda solo chi ha studiato poco: persino tra i laureati italiani, il 16% si trova in questa condizione. La media OCSE è il 10%.

⚠️ Perché è un problema (anche per te)

Un Paese in cui tanti adulti faticano a comprendere un testo:

diventa terreno fertile per fake news e manipolazioni;

vede crescere la polarizzazione, perché si discute su percezioni, non su fatti;

frena sul lavoro e sull’innovazione, perché senza capacità di aggiornarsi, restiamo indietro.

Il risultato? Non è solo un problema culturale. È un problema economico, sociale e democratico.

🛠️ Da dove ripartire

La soluzione non è semplicemente “leggere di più”.

Serve insegnare e allenare la comprensione in ogni fase della vita:

A scuola: meno nozioni a memoria, più lettura critica e interpretazione.

Per gli adulti: corsi accessibili e pratici di formazione continua.

Spazi culturali: biblioteche e luoghi di confronto che riportino le persone a discutere di idee, non solo di titoli.

Educazione digitale: imparare a usare i social non solo per reagire di pancia, ma per approfondire e verificare.

✍️ E poi…

Ripenso a quei commenti sotto il post.

Non erano solo fraintendimenti buffi: erano la fotografia di un Paese in cui più di un terzo degli adulti non ha gli strumenti per leggere il mondo che lo circonda.

E allora la domanda non è: “perché commentano senza capire?”

La domanda è: “perché abbiamo reso normale che il 37% degli italiani non possa capire davvero ciò che legge?”

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