Pumpkin Patch in Italia: i migliori campi di zucche da visitare

Una volta c’erano le sagre di paese: la porchetta, il panino unto e giochi con premio finale la cesta di salumi. Poi sono arrivati loro: i pumpkin patch, i campi di zucche all’americana, con tanto di balle di fieno perfettamente allineate per le foto, bambine che corrono vestite da streghette premature e adulti che fingono entusiasmo mentre cercano il posto giusto per il selfie “autumn vibes”.

Ebbene sì: negli ultimi anni il fenomeno in Italia è esploso. Non più un’imitazione timida, ma un calendario nazionale di eventi, dal Veneto alla Calabria, che trasforma l’autunno in un’unica, gigantesca scenografia arancione.

Dove finiremo a ottobre:

Il Giardino delle Zucche (Caserta): il primo pumpkin patch d’Italia, quello che ha lanciato la moda. Ci vai, raccogli la zucca, ti perdi nel labirinto di mais, e poi la sera scopri che hai più foto della tua zucca che di tua figlia.

Tulipania (Bergamo): prima ti fanno cogliere i tulipani a primavera, poi a settembre ti sommergono di zucche. La piramide di zucche è praticamente un obbligo: se non la fotografi, Instagram ti oscura.

Villaggio delle Zucche (Pavia): 35.000 metri quadrati di “zucche, ma anche pony”. È il luogo perfetto per chi vuole fingere di essere in un film Hallmark, con tanto di zucchero filato e bimbi infarinati di trucco da spaventapasseri.

Roma e dintorni: arrivano le “Zucche di Barbabianca”, con labirinto di paglia e bowling da prato. Finalmente qualcosa che può distrarre i bambini mentre tu ti siedi in pineta a chiederti perché hai pagato per colorare una zucca che finirà in frigo a marcire entro due giorni.

Calabria: la “Vallata delle Zucche” di Saracena. Evento unico perché da quelle parti le zucche arrivano dopo. O forse perché hanno capito che il vero horror inizia quando scade la bolletta del riscaldamento.

Perché ci andiamo, nonostante tutto

Perché sono belli, perché l’autunno ci piace quando lo impacchettiamo con filtri color seppia, e perché l’illusione di vivere dentro a un film americano dura giusto il tempo di un post.

E va bene così: torniamo a casa con la macchina sporca di fieno, una zucca che useremo come soprammobile fino a Natale, e la certezza di aver spuntato anche quest’anno l’ennesimo rito collettivo.

🎃 Morale: il pumpkin patch in Italia non è una moda passeggera. È la nuova sagra della zucca, ma con più hashtag e meno panini con la salsiccia.

La nostra esperienza:

Lascia un commento