Portare i bambini piccoli a Disneyland (o nei parchi a tema): davvero non se lo ricorderanno?

Oggi ho visto l’ennesimo video che gira sui social: un bimbo piccolissimo, forse tre anni, forse meno, in un parco Disney che interagisce con Ariel. Occhi spalancati, sorriso incredulo, un momento di pura magia.

E ogni volta che vedo scene così, mi torna in mente la frase che ho sentito dire tantissime volte da mamme e papà:
“Non lo porto in un parco, è troppo piccolo… tanto non si ricorderà niente.”

Ora, io non faccio testo (Lu’ ha iniziato ad andare nei parchi a 2 anni e da lì non ci siamo più fermati 😁) ma lasciami dire una cosa: il ricordo non è sempre e solo quello nitido, cosciente, che ci portiamo dietro da adulti.


L’esperienza non è solo memoria, è emozione

Un bambino piccolo forse non conserverà la scena precisa, la battuta di Ariel o la foto con Topolino. Ma conserverà la sensazione.

Lo stupore davanti a un castello illuminato.

La sicurezza di una mano che lo accompagna in un mondo nuovo.

L’allegria di una musica che gli fa ballare i piedini.


Quelle emozioni diventano parte del bagaglio emotivo con cui crescerà. Non è poca cosa.


C’è poi un altro aspetto che spesso viene sottovalutato: i ricordi non appartengono solo al bambino, ma anche alla famiglia. Le foto, i video, i racconti diventano un “patrimonio comune” che arricchisce tutti. Magari tuo figlio non ricorderà il primo incontro con un personaggio, ma quando tra dieci anni rivedrete insieme quella foto, sarà come se quel ricordo gli appartenesse lo stesso.


“È sprecato andarci da piccoli?”

Questa è una delle obiezioni più frequenti. Ma se la logica è “non se lo ricorderà, quindi non serve”, allora dovremmo smettere di:

leggere favole della buonanotte a un bimbo di due anni (tanto non si ricorderà la trama),

festeggiare il compleanno a 1 anno (tanto non ricorderà la torta),

fargli ascoltare musica (tanto non ricorderà la canzone).


Eppure lo facciamo, perché ogni esperienza contribuisce alla crescita, al legame, al piacere del momento.


Il presente vale quanto il futuro

Portare un bambino piccolo in un parco non significa pianificare un ricordo da adulto, ma regalargli un’esperienza nel qui e ora. Se ti sorriderà davanti a un personaggio, se ti abbraccerà forte durante i fuochi, se ti prenderà la mano più stretta del solito… quel momento avrà avuto valore, anche se non resterà nella sua memoria cosciente per sempre.


Io dico sempre: non c’è un’età “giusta” per la magia. C’è solo la voglia di viverla insieme.

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