
Quando la vita ti blocca… in cima alle montagne russe
Immagina la scena: sei a Cinecittà World, decidi di sfidare l’Altair, quelle montagne russe che ti promettono 10 inversioni e il diritto di raccontarlo ai nipoti. Parti carico, urli, ridi, pensi persino che il vento ti stia facendo un nuovo lifting gratuito. Poi stop. Ti ritrovi fermo a fissare il nulla. Non è un nuovo effetto speciale, è la vita che ti ricorda che i colpi di scena non sono sempre inclusi nel biglietto.
Succede davvero: l’Altair si è bloccato il 28 agosto, vigili del fuoco al seguito, visitatori da soccorrere e gente che probabilmente non salirà mai più su una giostra senza una tisana rilassante prima. Nessun ferito, per fortuna. Solo qualche cuore che ha fatto più giri della giostra stessa.
Ora, al di là del fatto tecnico (che i tecnici del parco risolveranno), questa scena è una metafora perfetta dell’esistenza: tu sali convinto di avere tutto sotto controllo, ti aggrappi alla barra di sicurezza e pensi “ok, reggo”. Poi il destino decide di premere pausa. E lì ti resta solo una scelta: aspettare i pompieri, metaforici o reali, che ti vengano a recuperare.
La verità è che la vita somiglia molto più a una giornata in un parco divertimenti che a un manuale ben ordinato: ci sono giostre che ti entusiasmano, altre che ti nauseano, attrazioni che ami al primo giro e altre che ti lasciano con un “mai più”. E a volte, senza preavviso, tutto si ferma.
Il problema non è il blocco, ma cosa fai mentre sei bloccato: urli, imprechi, ridi istericamente o ti metti a osservare il cielo capovolto, chiedendoti se non sia quella la prospettiva giusta da cui guardare certe cose.
Morale della favola? Non c’è. Ma la prossima volta che ti senti “bloccato” in qualche situazione, pensa che almeno non sei sospeso a 20 metri d’altezza. E se lo sei, spera che il vigile del fuoco che ti recupera abbia il senso dell’umorismo.
