24 agosto: la leggenda, le tragedie e… il diavolo in giro

C’è chi dice che ogni anno, il 24 agosto, succeda qualcosa.
Non un qualcosina qualsiasi, tipo che ti cade la penna o che il vicino decide di cambiare le tende. No.
Parlo di eventi che restano scritti in grande, nei libri di storia e nei nostri ricordi.

Il 24 agosto del 79 d.C. il Vesuvio decise di darsi alla performance art e seppellì Pompei sotto una colata di cenere bollente. Se fosse successo oggi, avremmo trovato influencer a fare selfie con l’hashtag #EruzioneStyle, qualche diretta TikTok con il filtro fumo e gente a chiedersi se la lava fosse vegana.

Il 24 agosto del 1572 ci fu la strage di San Bartolomeo: Parigi, sangue, politica e fanatismi. Altro che serie Netflix: lì non servivano sceneggiatori né effetti speciali, eppure la trama era già perfetta per una maratona disturbante di quelle che ti lasciano insonne.

Il 24 agosto del 1814, per dire, gli inglesi incendiarono Washington. La Casa Bianca bruciava, e già allora gli americani erano bravissimi a dire che tutto sarebbe “andato bene” (eh no, non proprio).

Il 24 agosto del 1991 l’Ucraina proclamò l’indipendenza dall’URSS. Un giorno che ha segnato un popolo e che oggi fa ancora eco, ricordandoci che i confini, a volte, li decide chi ha più resistenza, più dolore o più voglia di libertà.

E non dimentichiamo che il 24 agosto 2016, in Italia, ci fu il terremoto di Amatrice. Quella notte, chi c’era, ricorda ancora il rumore delle case che si sbriciolano. Il silenzio dopo. La polvere. Le vite interrotte.

Ma il 24 agosto non è fatto solo di tragedie storiche: c’è anche una leggenda antica che aggiunge un tocco di inquietudine.
Si racconta infatti che proprio in questa data, alla vigilia della festa di San Bartolomeo, il diavolo vaghi libero sulla terra. Non a caso, in molte città italiane, soprattutto nel sud, c’è l’usanza di accendere falò o suonare le campane per scacciarlo.
Il popolo lo immaginava aggirarsi tra le case in cerca di anime distratte, approfittando del caldo estivo e del sonno pesante di chi, dopo una giornata di lavoro nei campi, abbassava la guardia. Da qui l’idea che il 24 agosto fosse un giorno in cui bisognava stare doppiamente attenti, proteggersi, non fidarsi delle ombre.

Insomma, ogni 24 agosto, la Storia si mette il rossetto rosso e decide che non passerà inosservata.
È come se questo giorno fosse un palco che pretende sempre lo show, che non accetta di essere dimenticato.

Io non so se crederci davvero a questa “maledizione del 24 agosto”. Però so che ogni anno mi ritrovo a guardare il calendario con sospetto, chiedendomi: “Che combinerà stavolta il destino?”

Magari niente.
Magari solo un caffè più amaro del solito.
O magari un’altra pagina di quelle che ti fanno venire la pelle d’oca.

Quindi sì, oggi vi dico solo: buona fortuna a tutti.
E occhio: il 24 agosto non è mai un giorno come gli altri.
E se vi capita qualche sfiga, tipo il pc che si blocca, la lavatrice che decide di andare in pensione o il vicino che si mette a trapanare alle sette del mattino… tranquilli: non siete voi, è il diavolo che oggi è in giro e si annoia. 😏

Lascia un commento