
🪐 Galactus – Fame cosmica con problemi di gestione impulsi
Una divinità spaziale che non ha mai fatto colazione in modo equilibrato.
Galactus non mangia per piacere. Mangia per vivere. Peccato che per lui “snack” significhi “intero pianeta con luna opzionale”.
Non è malvagio, dice lui. È “necessario”.
Tipo il lunedì mattina, ma con più devastazione.
Non parla di emozioni. Parla di entropia.
Non piange. Assorbe.
Diagnosi: Fame cronica da universo precedente, sindrome da solitudine interdimensionale, distacco emotivo formato nebulosa.
Cura: Uno spuntino intergalattico a base di pianeti sintetici, una seduta di terapia in cui NON mangia il terapeuta, e un diario della gratitudine in cui scrivere “oggi NON ho consumato una civiltà”.
🌊 Silver Surfer (Shalla-Bal) – Splendente, solitaria, emotivamente in orbita
Non è un uomo d’argento. È una donna d’argento.
E sotto quella superficie liscia, c’è un cuore infranto che riflette la luce delle stelle e le scelte sbagliate.
Shalla-Bal si è offerta al posto di chi amava, per salvare il suo pianeta.
E adesso?
Galleggia nell’universo, surfando il vuoto e cercando un senso a tutto questo.
È elegante come un’eclissi. Triste come una playlist di addii.
E ogni volta che prova a ricordare chi era… la tavola la porta altrove.
Diagnosi: Trauma da sacrificio affettivo, senso di colpa con effetto specchio, tendenza al vagare cosmico con struggimento poetico.
Cura: Una notte stellata senza pensieri, qualcuno che le dica “puoi smettere di salvare tutti”, e un abbraccio che non attraversi la materia.
🧠 Conclusione della sessione galattica:
Non sono mostri.
Sono solo due solitudini cosmiche che non hanno mai imparato a dire: “ho bisogno di aiuto”.
La domanda che nessuno ha mai fatto:
“Shalla-Bal, come stai davvero, lì dentro quel riflesso d’argento?”
(e la risposta non può essere “brillando in silenzio, grazie”).
