Ironheart Marvel: primi episodi promossi, ma durerà?

Ho visto i primi 3 episodi di Ironheart su Disney+ e… con mio sommo stupore, mi sono piaciuti.
Non “mi hanno fatto passare 40 minuti”, non “vabbè dai c’era di peggio”. No. Mi sono PIACIUTI, con la P maiuscola e la speranza che, per una volta, la Marvel non tiri giù la saracinesca al quarto episodio.

Riri Williams è una bomba. Intelligente, testarda, sarcastica, vulnerabile, umana.
Ha quel mix di cervello, cuore e incasinamento esistenziale che ti fa venir voglia di prenderla per mano e rubarle la tecnologia.
Siamo lontani anni luce dai soliti “geni incompresi” scritti con la sensibilità di un cacciavite: Riri è reale, incasinata al punto giusto, e brilla senza bisogno di armature lucide o battutine forzate.

E poi c’è lui.
Il cattivo.
Che, ovviamente, non spoilero (perché non sono quella persona), ma vi dico solo che… promette.
Non il classico villain che entra in scena urlando “sono il male, temetemi!”, ma uno di quelli che ti inquieta piano. Che ti fa pensare “forse ha ragione” mentre intanto prende fuoco mezzo mondo.
Sottile, intelligente, stratificato.
E soprattutto, uno che sembra avere un piano. Una visione. Una ferita.
Quindi sì, secondo me ci darà grandissime soddisfazioni (e se non le dà, giuro che vado personalmente dagli sceneggiatori con un post-it gigante: “Si prega di non sprecare potenziale, grazie”).

E poi… i personaggi secondari.
Cioè, che sta succedendo?
Gente che entra in scena per due minuti e già mi chiedo: “E questo chi è? Da dove viene? Perché voglio una serie su di lui/lei/loro??”
Finalmente non la solita amica spalla comica che dice solo “sei una grande!” o il classico zio saggio con la voce da trailer.
Qui c’è gente strana. Ambigua. Magica. Tecnologica. Incazzata.
E tutti, in un modo o nell’altro, sembrano avere una storia vera alle spalle.
(Menzione speciale per un personaggio che non nomino ma… appena lo vedete capirete: è il tipo di sorpresa che ti fa dire “ma che c*zzo?!” e poi “ah però!” nel giro di 12 secondi.)

La colonna sonora? Spinge. Moderna senza essere “boomer che cerca di essere giovane”… Anche se… No Antone’, no spoiler!
L’atmosfera? Un bel mix tra Black Panther, laboratorio scientifico abusivo e diario segreto di una teenager sveglia.
Il ritmo? Tiene. E per una serie Marvel, è già una mezza rivoluzione.

In sintesi:
Se continuano così, Ironheart potrebbe essere la sorpresa che non mi aspettavo.
C’è cuore, c’è cervello, c’è una ragazza che non chiede il permesso per brillare.
E c’è la sensazione, rara e preziosa, che qualcosa di nuovo stia iniziando.

Ora non ci resta che aspettare il 2 luglio per gli ultimi tre episodi. Incrociamo le dita e speriamo che mantengano il livello… altrimenti preparo la valigia e vado a bussare personalmente alla porta di Kevin Feige (con tono calmo, eh, ma fermo).

P.S. Se al quarto episodio parte il declino e ci ritroviamo in un loop di monologhi vuoti e CGI stanca, io non cancello questo post.
Lo tengo. Come si tiene la prima lettera d’amore: per ricordarmi che, almeno all’inizio, ci avevo creduto davvero.

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