
Ci sono regali che ti arrivano addosso come un segno. Non tipo “offerta speciale al supermercato”, ma segni veri, con la S maiuscola. Magici. Come solo un dono fatto con amore (e con una profonda conoscenza di chi sei) può essere.
Ed è così che La via dei tarocchi di Alejandro Jodorowsky è arrivato tra le mie mani. Regalo di Lucrezia, mia figlia, che evidentemente mi conosce abbastanza da sapere che la parola “tarocchi” per me ha lo stesso effetto della parola “scarpe” per Carrie Bradshaw: puro entusiasmo mistico.
Perché sì, io li amo i tarocchi. Li colleziono, li sfoglio, li interrogo e ogni tanto mi ci perdo dentro. Ho mazzi sparsi ovunque: alcuni belli da togliere il fiato, altri così kitsch che nemmeno una telenovela messicana, ma li amo tutti. E quando sento l’atmosfera giusta, li leggo. Solo a me stessa.
Jodorowsky però non ti insegna a “prevedere il futuro”. Ti apre le porte della psiche, ti smonta gli arcani uno a uno, e poi li ricompone come specchi dell’anima. Non è un manuale, è un viaggio iniziatico in piena regola. Lui e la sua visione simbolica ti prendono per mano, ti scuotono e poi ti dicono: “Ora guarda meglio. No, meglio.”
E tu, con un misto di timore reverenziale e curiosità da esploratore incallito, ti ritrovi a sfogliare pagine che più che spiegarti i tarocchi, ti raccontano chi sei davvero — anche quella parte di te che fingeva di non esserci.
Jodorowsky non si limita a decifrare immagini o a dispensare significati preconfezionati. Ti sfida a vedere oltre il velo, a smascherare le maschere che indossi ogni giorno, a riconoscere le cicatrici invisibili, le paure, i desideri sopiti.
Leggere La via dei tarocchi è come entrare in una stanza segreta dentro te stessa, con la luce di un faro che illumina gli angoli più oscuri ma anche quelli più preziosi. Un’esperienza che ti cambia, piano piano, senza clamore.
Ecco perché questo libro, arrivato da Lucrezia, non è un semplice regalo. È un dono che vibra di energia e conoscenza, che parla di legami profondi e di scoperte interiori. Un invito a guardarti con occhi nuovi, a perdonarti, ad abbracciare la complessità di chi sei — perché, alla fine, anche questo è un atto di amore.
Se anche voi avete un rapporto borderline con i tarocchi — tra fascinazione, scetticismo e qualche sano dubbio — vi consiglio caldamente di lasciarvi guidare da Jodorowsky. Non aspettatevi un oracolo o predizioni da soap opera. Aspettatevi invece un viaggio intenso, una terapia dell’anima con un mazzo di carte come specchio.
