Due cuori e una videochiamata

Stamattina ero al mare, sul mio lettino, stesa al sole come una lucertola filosofica, immersa nei miei pensieri — troppi, come al solito. Ma ormai ho fatto pace col fatto che la mia testa è un’autostrada a 5 corsie senza limiti di velocità.

A un certo punto vengo riportata sul pianeta Terra da una voce maschile, roca, gentile, antica. Era un signore anziano in videochiamata con una donna, anche lei anziana. Parlavano con quella dolcezza timida di chi si è ritrovato dopo tanto tempo. Si erano cercati sui social (sì, hai letto bene: sui social) e si erano appena scambiati il numero di telefono.

E niente, mi sono sciolta.

Non per il sole, ma per loro.

Ho visto tutto quello che spesso manca a noi: l’entusiasmo sincero, la delicatezza del corteggiamento senza fretta, il piacere della scoperta lenta, e soprattutto… la voglia di ascoltarsi davvero. Senza ghosting, senza doppi giochi, senza storie da “non voglio legami ma ti scrivo ogni giorno perché mi annoio”.

Loro si sorridevano con gli occhi. Si parlavano con rispetto. Si lanciavano battute da adolescenti e avevano la voce tremante come chi ha ancora qualcosa da perdere. O forse da vivere.

Mi sono chiesta: ma noi, con tutti i mezzi, le app, le possibilità… ci siamo dimenticati come si fa?
Abbiamo scordato la bellezza del “chi sei” senza doppi fini?
Il valore di uno “sto bene quando ti sento”?

Forse l’amore, quello vero, ha bisogno solo di tempo.
E di un numero di telefono, non di una strategia.

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