
Non ho mai avuto un corpo perfetto.
Mai.
Non ho mai fatto voltare un’intera spiaggia, non ho mai avuto la tartaruga, nemmeno quella muta e timidissima sotto la maglietta.
Il mio sedere non ha mai vinto premi, e i miei selfie non sfondano l’algoritmo.
Eppure (sorpresa) ho sempre saputo di essere desiderabile.
Perché, cari e care, vi svelo un segreto che pare rivoluzionario di questi tempi:
essere sexy non è sinonimo di corpo perfetto.
Non lo è mai stato.
E non basta mettersi in posa da Moana denoantri, col bacino in torsione e la bocca a spigolo, per risultare interessante.
Anche perché poi, una volta smontato il set, tolta la luce calda e il filtro “pelle di porcellana”, c’è da giocarsela nelle sedi opportune.
E là (ahi) casca l’asino.
Perché puoi essere tutta pose e promesse, ma se poi, quando serve davvero, non sai parlare, non sai accendere, non sai creare connessione…
finisci archiviata tra le “belle ma mute”, le “molto wow ma poco uh”.
Io, invece, con tutte le mie imperfezioni e zero foto col sedere a cuore, ho sempre lasciato il segno.
Alcune mie ex storie, anche quelle finite in fiamme, mi hanno detto:
“Sei cerebrale. Sei diversa. Sei quella che resta in testa.”
E sapete una cosa? Avevano ragione.
Perché il corpo si dimentica, ma chi ti fa ridere e pensare, quello no.
Quella resta.
Quella sei tu quando gli altri si accorgono che, sì, magari hai meno glutei… ma molta più sostanza.
E non prendetemi per snob, anzi.
Instagram è pieno di corpi bellissimi. Ma anche un po’ intercambiabili.
Scorri e ti chiedi: “Aspetta, ma questa l’ho già vista o era l’altra?”
La verità è che l’unicità non sta nel lato B. Sta nel cervello.
L’uomo (quello vero, quello che ha superato l’età del testosterone sregolato e ha capito che l’attrazione è anche mentale)
non cerca ginnastica. Cerca connessione.
Non vuole solo accarezzare. Vuole capire, ridere, sorprendersi.
Vuole qualcuno con cui parlare e dopo, eventualmente, anche spogliarsi.
Perché se non funziona vestiti, figurati nudi.
Poi ci sono quelli (gli omuncoli morti de figa) che basta che respiri e già pensano di aver vinto la lotteria.
A loro noi lasciamo volentieri quelle donnucole che hanno fatto del proprio corpo una ragione di vita, invece di curarsi il cervello.
Loro facciano pure.
Noi sappiamo che la vera potenza sta nella testa.
E che quella, credetemi, non passa mai di moda.
Io? Io non ho mai avuto un corpo perfetto.
Ma ho avuto una testa brillante, una lingua affilata, una voce che resta.
E non c’è app di ritocco che possa simulare tutto questo.
