Tra Pizze e Ricordi d’Infanzia: il Forno Paris di Pescara

C’è un posto a Pescara che, per me, porta con sé ricordi di infanzia, momenti di crescita e legami familiari. Sto parlando del Forno Paris, un angolo di bontà che ha segnato la mia vita e quella di mia figlia Lucrezia. Da bambina, vivevo lì vicino e, insieme a mia mamma, ci andavamo spesso. Le risate e l’odore delle pizze calde uscivano da quella porta come una promessa di una merenda golosa.

Il Forno Paris non era solo un luogo dove comprare del buon pane o delle pizze fragranti, era un vero e proprio rifugio per chi cercava un po’ di tradizione in ogni morso. Con il tempo, anche la mia routine scolastica si è intrecciata a questo posto. Quando andavo all’Istituto Magistrale, il Forno Paris era un appuntamento mattutino irrinunciabile. Passavo di lì prima di entrare a scuola , e mi perdevo tra le sue pizze uniche: quella bianca, quella rossa e quella con le alici erano le mie preferite. Le facce familiari dietro il bancone, il profumo del pane appena sfornato: era un angolo che sapeva di conforto.

E poi, c’è Lucrezia, che, come me, ha avuto l’opportunità di crescere con quella stessa tradizione. Negli ultimi cinque anni, il Forno Paris è stato un punto fermo nella sua vita da studentessa del Liceo Linguistico. Non c’era mattina che non fosse accompagnato dai suoi inconfondibili Parisini o da un’irresistibile pizza o dai suoi fantastici Parrozzini. Il Forno Paris ha così continuato a unire le generazioni, creando legami che vanno oltre il gusto e la qualità del cibo.

Il fascino del Forno Paris sta nella sua capacità di rimanere un luogo autentico, che non ha bisogno di evolversi per essere speciale. Ancora oggi, entrando, l’atmosfera è la stessa: una sensazione di familiarità che ti accoglie, facendoti sentire subito a casa. Il segreto del suo successo? La qualità e la passione con cui ogni prodotto è preparato. Non sono solo pizze o dolci, sono ricordi che si mangiano.

Oggi, nonostante io non abiti più lì vicino, il Forno Paris rimane un pezzo di Pescara che mi porto dentro, un luogo che ha visto crescere me e poi Lucrezia, un filo che lega passato, presente e futuro, con la promessa di restare, come le sue pizze, sempre fragrante e unica.

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