Un rollercoaster al giorno – Episodio 4: Oblivion, ovvero come farti inghiottire dal vuoto e dire “ancora!”

Benvenuti a Gardaland, il parco dove la magia regna sovrana… tranne quando sei appeso a una sedia di metallo, guardi in giù, e capisci che sotto di te c’è solo l’abisso.
Oggi si parla di Oblivion, il coaster che prende il concetto di “buttarsi a capofitto” e lo eleva a filosofia di vita.

Oblivion non è solo una montagna russa: è la terapia d’urto per chi ha paura delle altezze. O meglio, delle discese verticali da 42,5 metri direttamente in un buco nero nel terreno.
Perché sì, qualcuno ha pensato che fosse una buona idea scavare una fossa, costruirci sopra un coaster e poi farci cadere dentro la gente.

Scheda tecnica per chi ama vivere sul filo del “ma sarà sicuro?”

Tipo: Dive Coaster (cioè ti fermi in cima, guardi in basso, e poi… giù)

Altezza: 42,5 metri di “ma io non volevo davvero farlo”

Discesa: verticale. Ma tipo ver-ti-ca-le

Velocità: 100 km/h. I tuoi pensieri però viaggiano più veloci

Durata: poco più di un minuto, ma il trauma dura molto di più

L’esperienza in tre atti:

La salita lenta, che serve a farti ripensare a tutte le tue scelte di vita.

La pausa in cima, che dura quei due secondi in cui sospendi il fiato, guardi il vuoto e senti il tuo corpo attivare la modalità “testamento emotivo”.

La caduta nel buco, che non è una metafora: è un buco. Nero. Letterale. Ti inghiotte come i lunedì mattina.

Dopo il tuffo infernale, il tracciato prosegue con inversioni, giri e urla isteriche. Ma onestamente, da quel punto in poi sei talmente scombussolato che potresti anche essere in una lavatrice e non te ne accorgeresti.

Bonus: la foto on-ride.
Cattura l’esatto momento in cui la tua anima ti abbandona e va in ferie. Perfetta per il profilo LinkedIn, se lavori in ambienti competitivi.

In conclusione:
Oblivion è come il tuo ex tossico: ti lascia in sospeso, ti butta giù e poi fa finta di niente. Ma cavolo se ti manca quando non ci sei.

Domani? Restiamo a Gardaland per qualcosa di… più “serpentesco”. Spoiler: si chiama Raptor, ma no, non vola. Tu sì.

Lascia un commento