Il foliage in un luogo magico

Sono tornata in un luogo nel quale l’ultima volta che ci ero stata, avevo 25 anni.


Qualche tempo fa mia zia mi propone di andare al Bosco di Sant’Antonio a vedere il foliage ed avendo del tempo libero dal lavoro attualmente, le dico di sì.


Siamo partite al mattino con calma perché il Bosco di Sant’Antonio è piuttosto vicino a Pescara.
La Riserva Naturale Bosco di Sant’Antonio è situata nel comune di Pescocostanzo, in provincia dell’Aquila, si estende per 550 ettari su una zona sottratta al taglio degli alberi ed è una sorta di corridoio tra il parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e il parco nazionale della Maiella.


Passeggiare nel Bosco di S. Antonio significa ammirare paesaggi fiabeschi. Nasce come una foresta sacra dedicata a Giove, poi nel medioevo venne consacrato prima a Sant’Antonio Abate e poi a Sant’Antonio da Padova, e ospita inoltre al suo interno l’omonimo eremo.
Grazie al divieto di tagliare gli alberi di questo bosco come ho scritto più sopra, e alla tecnica di potatura detta “capitozzatura”, questi ultimi raggiungono dimensioni monumentali e forme particolarissime tutte da vedere. Vi crescono esemplari di Faggio, Acero, Quercia, Pero Selvatico, Tasso, Agrifoglio, Cerro e Pero Cordato e vi abitano specie animali pregiate come il Picchio Dorso Bianco, il Picchio Dalmatino, la Balia dal Collare, il Lupo, l’Orso e il Gatto Selvatico.
Il Bosco di Sant’Antonio è considerato tra i più bei boschi d’Abruzzo perché riesce a coniugare storia e natura.


Passeggiare in autunno tra faggi secolari in una tiepida giornata di sole, permette di ammirare i meravigliosi giochi di luce e le infinite sfumature, raggiungendo poi l’Eremo di Sant’Antonio, un gioiellino incastonato nello scrigno magico del bosco.
Io e mia zia abbiamo passeggiato in totale autonomia percorrendo i vari sentieri, ma è possibile anche, previa prenotazione, effettuare delle visite guidate.
Nel Bosco di Sant’Antonio c’è anche una fontanella e alcuni tavoli per pranzare all’interno del bosco (mi raccomando l’immondizia, questi luoghi devono essere lasciati puliti!)


Noi non ci siamo portate il pranzo da casa ma abbiamo mangiato al Ristorante Il Faggeto, che oltretutto non avevamo neanche prenotato, ma ci hanno accontentate facendoci accomodare nella veranda con un panorama stupendo sul faggeto.
Lo staff del ristorante è gentilissimo, sorridente e cordiale e il menù riporta i piatti tipici del luogo. Noi abbiamo preso gnocchi al sugo, scamorza arrosto con salsiccia, scamorza arrosto con prosciutto crudo, una porzione di patatine (che non sono quelle “industriali”, ma tagliate a mano). Le porzioni erano talmente abbondanti che non siamo riuscite a ordinare il dolce.


Abbiamo visto dei colori meravigliosi, respirato aria pulita e passeggiato tra le meraviglie del Bosco di Sant’Antonio durante il periodo del foliage che io da tempo speravo di fare.
Ho messo un altro “FATTO” sulla mia wishlist?
Assolutamente sì!

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