Ho letto “Vorrei abbracciare un baobab” di Rosangela Pesenti

La Infinito Edizioni tempo fa insieme alla copia de “Il Paese che uccide le Donne”, mi ha inviato anche questo libro: “Vorrei abbracciare un baobab” di Rosangela Pesenti.


Premetto che questo genere di libri non è propriamente nelle mie corde in quanto, essendo un libro di poesie, pensieri e riflessioni, faccio fatica a stargli dietro.
Amo seguire una trama nella lettura, e con i libri di poesie non è sempre così.


Lo scorso anno però, insieme al percorso di terapia cognitivo comportamentale con la mia doc, ho usato i libri di poesie come “cura dell’anima”.
Ogni mattina quando mi alzavo dal letto, allungavo la mano sul comodino, prendevo il libro di poesie che mi aveva regalato la mia amica di Bari, chiudevo gli occhi, lo aprivo su una pagina a caso e leggevo la poesia “del giorno”. Poi segnavo in alto la data in cui avevo letto quel brano.


Ho fatto la stessa cosa con “Vorrei abbracciare un baobab” di Rosangela Pesenti edito da Infinito Edizioni e sono più che sicura di aver trovato il modo a me più affine per leggere i libri di poesie.
In questo libro le poesie e i pensieri spaziano dalla dolcezza alla malinconia, ma danno al lettore degli ottimi spunti per riflettere su chi siamo, sulla vita che conduciamo, su ciò che ci succede quotidianamente.


“Sono attratta dal silenzio
perchè so quali abissi
possa attraversare
bracciata dopo bracciata
fino a risalire
abbandonarsi al mondo
che ti avvolge
è il rischio
di continuare a respirare
essere accanto
e tacere
affidare all’eloquenza della pelle
il movimento del cuore
scivolare tra le dita
per non mentire
ascoltare il pensiero
nel suo nativo farsi
come rugiada del mattino
sentire il tutto atroce
e tenerlo vicino”


Si dice che abbracciare un albero curi la nostra anima, e probabilmente voler abbracciare un albero maestoso come un baobab dà la giusta misura di quanto noi esseri umani abbiamo bisogno di questa “medicina” naturale.

Lascia un commento