“C’è ancora domani”: il mio pensiero

Scritto da Lucrezia, 17 anni

Potrebbe sembrare un argomento banale, quello sui diritti delle donne, sulla figura femminile

nel mondo e sull’impatto dei media nella lotta contro la discriminazione di genere. Ma, se ad

oggi ne si parla ancora, tralasciando le costanti notizie di abusi e non solo, significa che c’è

ancora bisogno di divulgare informazioni sul tema. Fatto sta che l’ignoranza non è solo a

livello di attualità, ma nasce da prima. Già dal mancato interesse per la storia, che da

un’educazione basata su fondamentali basati su un’opinione distorta o completamente

sbagliati.

Trovo che l’aumento di film, articoli e argomentazioni sulle donne, i loro (i nostri) problemi e

la loro storia, anche se prodotti per fare incassi, portano comunque visibilità su un

argomento sensibile, quasi a rischio per via della leggerezza con cui viene trattato. Partendo

da luglio 2023, con il film Barbie, dove i temi vengono trattati all’interno di un contesto nuovo

e voltano a far riflettere lo spettatore non solo sull’effettivo messaggio della produzione ma

anche sulla scelta di questo stile di rappresentazione. Da notare è, tra l’altro, l’impatto

emotivo positivo ricevuto sulle donne in sala e come la maggior parte del pubblico maschile

abbia risentito di essere stato messo così ‘a nudo’, quasi in imbarazzo. Ed è qui che, penso,

Paola Cortellesi sia riuscita a proporre un film che va dritto al punto, sa che tipo di film è e

non accetta doppi significati. È diretto, parla apertamente di abusi domestici, manipolazione,

tutto questo rimanendo storicamente accurato.

A primo impatto, senza ulteriori riflessioni, mi verrebbe da definirlo un film ‘coraggioso’. Ma il

solo fatto che mi venga da pensare una cosa del genere, è profondamente sbagliato ed è

testimonianza di quanto sia considerato un tema ‘tabù’. Quindi no, non è un film coraggioso

perché parla di un argomento che dovrebbe essere trattato normalmente senza filtri, ma è

un film vero. Giusto. Non sfida niente, nessuno, non è controcorrente, non vuole provare

qualcosa. Vuole dimostrare, raccontare, far riflettere.

A livello stilistico è innovativo e interessante. Interessante, per l’appunto, la scelta di scene di

abuso rappresentate come balli, ma senza oltrepassare limiti, sembrando irrispettosi verso

reali situazioni simili. È tutto ben bilanciato. dalla scelta della dinamica madre-figlia, dove la

madre si vede nella figlia, già dai primi atteggiamenti verso il fidanzato di quest’ultima. La

scelta della rappresentazione in bianco e nero, riportando agli anni in cui è ambientato il film.

Forse volendo donare un aspetto più serio alla pellicola, ma di questo non ne sono certa. Si

tratta comunque di un film che riesce a prenderti nonostante i temi trattati, che di solito

vengono visti come ripetitivi perché portati sul grande schermo sempre allo stesso modo.

In conclusione, a mio parere, parliamo di un film nuovo ma vecchio. Temi già analizzati ma in

maniera differente. Stile nuovo, ma rispettando quello di cui si parla, senza minimizzare o

andare sopra le righe.

Gennaio 2024

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