Gli adolescenti e i social network: il punto di vista di Lucrezia

Il web, o l’internet in generale, è uno strumento utilizzato molto da adolescenti e giovani al giorno d’oggi. Il web è uno strumento utile se usato correttamente , data la presenza di siti da cui ricavare informazioni e fare ricerche anche scolastiche ma, come ogni cosa, ha dei rischi se non si sa usare. Ad esempio andando in siti pericolosi senza saperlo o facendo uso scorretto dei social network. Se chiediamo in giro o facciamo anche un semplice sondaggio all’interno di una classe sicuramente la maggior parte dei partecipanti sarà iscritto a qualche social come Instagram o, meno comunemente Facebook. La legge in Europa permette l’iscrizione ai social network solo dai 13 anni e con il consenso di un genitore o tutore, ma molti adolescenti ignorano questa regola iscrivendosi comunque senza nemmeno il consenso di un adulto. I ragazzi che ignorano questa legge probabilmente non sono a conoscenza dei rischi di questi social, ma considerano solo i “vantaggi”.

A dir la verità non credo che essere iscritto a un social network possa cambiare la vita di qualcuno né avere grossi vantaggi. Semplicemente se sei iscritto a un social puoi seguire le attività di persone famose o conoscenti e amici. Puoi anche “postare” foto e video sul tuo profilo che puoi scegliere se impostare come pubblico (visibile a tutti) o privato (visibile solo a chi acconsenti di “seguirti”). Entrambi i tipi di profili possono comportare dei problemi sui quali ritorneremo più tardi. Credo che essere iscritto a un social network possa comportare anche una specie di vantaggio “sociale”, ad esempio essere considerato o meno in base alle persone che ti seguono sul tuo profilo, oppure non far parte di un gruppo perché non sei iscritto a Instagram, Twitter, Facebook o qualunque social. Personalmente non penso che questi “vantaggi” abbiano molto senso, ma molte persone hanno subito bullismo proprio perché non avevano un profilo Instagram ad esempio. Ma dopotutto se si ha un profilo social o no, che differenza fa? Si cambia attraverso un profilo su Facebook? Diventiamo più simpatici se abbiamo un profilo su Twitter? Se pubblichiamo dei video su YouTube diventiamo famosi automaticamente e quindi siamo delle persone migliori? Non credo.  Alla fine i “vantaggi” che crediamo ottenere avendo un profilo social sono solo illusioni.

Navigando sul web otteniamo sicuramente più rischi che vantaggi. Infatti i rischi dell’essere iscritto ad un social network sono innumerevoli. Basandoci sui due tipi di profili possibili su Instagram possiamo dedurre diversi rischi. Partiamo dal più “rischioso”, ossia il profilo pubblico. Il profilo pubblico è quello automaticamente impostato dal sistema appena ci si iscrive ad Instagram e solo in un secondo momento, è possibile cambiarlo in privato nelle impostazioni. Il nostro profilo sarà visibile a tutti coloro iscritti alla piattaforma e con un profilo sia pubblico, sia privato. Non abbiamo quindi alcun tipo di filtro per evitare a determinate persone di visualizzare i nostri contenuti. L’unica opzione che ci permette di monitorare le visualizzazioni del profilo è l’elenco degli “amici più stretti”, dove possiamo aggiungere alla lista solo le persone che vogliamo vedano le “storie” che inseriamo nell’opzione “rendi visibile solo agli amici più stretti”, quindi solo i componenti inseriti in quella lista potranno visualizzare le “storie” che abbiamo scelto essere visibili solo a loro. Ma parliamo meglio delle “storie”. Le “storie” sono dei contenuti, quindi foto, video o immagini, che mettiamo in tempo reale quindi le persone che ci seguono potranno sapere dove siamo e quando ci troviamo in un determinato luogo, insomma qualcuno con un po’ più di esperienza potrà capire dove ci troviamo soltanto con un clic. In pratica mettiamo da soli a rischio la nostra privacy. Un’altra opzione interessante è quella dei “direct”, ossia dei messaggi. Chiunque sia iscritto alla piattaforma potrà scriverci e inviarci dei messaggi in privato, senza che nessuno a parte noi possa vederli, in questo caso possiamo solo consentire o no a questa persona di continuare a scriverci. Molte persone, inoltre possono aggiungerti a gruppi con persone a te sconosciute senza il tuo consenso. Tu puoi uscire dal gruppo, ma i componenti, avendo già visto il nome del tuo profilo potranno aggiungerti di nuovo tutte le volte che vorranno. Ora passiamo al profilo privato, o così si fa per dire. Perché solo tu puoi acconsentire a determinati utenti di visualizzare i contenuti che “posti” ma il tuo profilo sarà comunque visibile a tutti, come privato certo, ma il tuo nome potranno vederlo tutti così come la descrizione. Ma parliamoci chiaro non si è a rischio solo se si ha o meno un profilo Instagram ma anche se semplicemente cerchiamo qualcosa su un motore di ricerca qualsiasi come Google, Yahoo, Bing, ecc. Entrando, infatti su un sito poco raccomandabile senza saperlo, e acconsentendo di mandarci delle notifiche o semplicemente cliccando su qualche pubblicità insolita i nostri dati potrebbero essere a rischio. Quindi non dobbiamo sentirci protetti e al sicuro solo perché non siamo iscritti ad alcun social network, ma stare sempre attenti, anche alle più piccole cose nonostante possiamo star facendo una ricerca per scuola su un sito apparentemente sicuro.

La legge nel nostro paese non permette l’iscrizione ai social network prima dei 13 anni. Al contrario di molti miei coetanei che avranno trovato questa legge eccessiva, secondo me invece è abbastanza corretta. Infatti ragionevolmente le persone acquisiscono maturità a partire appunto dai 13 anni. Ovviamente dipende da persona a persona. Ecco perché il consenso dei genitori è fondamentale. Ogni genitore, conoscendo il proprio figlio, sarà in grado di acconsentire o meno all’iscrizione del ragazzo a un social. Facendo riferimento alla mia esperienza personale sui social trovo che , se un ragazzo è maturo già dai 12 anni , acconsentire l’iscrizione ad un social network non sia una cattiva idea. Infatti, quando l’anno scorso ho chiesto a mia madre il permesso per iscrivermi a Instagram, conoscendomi ha acconsentito , ma raccomandandomi di mettere il profilo privato e di accettare la sua richiesta di “seguirmi” sulla piattaforma. Nonostante abbia 13 anni quest’anno continuo a tenere il mio profilo privato, perché penso che prevenire sia meglio che curare.

Secondo me l’internet e i social network non sono da negare ai giovani, dato che il mondo di oggi si basa sulla tecnologia, ma di istruire gli adolescenti sull’uso corretto di questi e, ovviamente di monitorarli. Bisognerebbe mettere i ragazzi in guardia sui pericoli e sui rischi comportati dal web ma insegnandogli allo stesso tempo che ci sono strumenti importanti su di esso, grazie ai quali possiamo sapere cosa succede nel resto del mondo tenendoci aggiornati sulle novità, oppure imparare cose nuove in tutti gli ambiti.

Il web non è un pericolo se si sa come usarlo.

Testo: Lucrezia

Settembre 2020

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